Durante il Consiglio Comunale del 28 novembre, l’assessore competente ha annunciato l’approvazione del Piano per il Diritto allo Studio senza aver prima convocato la Commissione dedicata, composta da rappresentanti delle scuole, genitori, cittadini e consiglieri comunali.
È la prima volta che un’amministrazione comunale sceglie di escludere totalmente questo importante momento di confronto, procedendo in modo unilaterale e definendo contenuti rilevanti — come l’inserimento del corso di italiano per donne straniere — senza alcun dialogo con il mondo scolastico, le famiglie o i gruppi consiliari.
La scelta solleva interrogativi sul metodo adottato dalla maggioranza. In sei mesi, infatti, nessuna Commissione consiliare è stata convocata, segnando una preoccupante distanza tra l’Amministrazione e la partecipazione democratica.




