ecuosacco: La serata delle proteste

Giovedì 26 febbraio, aprendo l’assemblea pubblica dedicata all’introduzione dell’Ecuosacco, il Sindaco Andrea Panzeri ha esordito lodando la numerosa presenza di cittadini come «una bella risposta» della cittadinanza. Tuttavia, quella che per l’amministrazione doveva essere una serata informativa si è trasformata, intervento dopo intervento, nel racconto di un profondo malumore. La sala non ha risposto con il consenso, ma con un coro di preoccupazioni e critiche per un sistema percepito come punitivo verso una comunità che è già un’eccellenza: Cornate d’Adda è infatti “Comune Riciclone” con l’83,91% di raccolta differenziata e solo 73 kg di secco per abitante. «State cercando di curare un paziente che sta già bene», è stata l’amara sintesi di un cittadino durante il dibattito.

Il punto che ha incendiato gli animi è stato il trattamento riservato ai proprietari di animali domestici. La platea è rimasta gelata quando la responsabilità verso un cane o un gatto è stata paragonata dai rappresentanti dell’amministrazione a una scelta di consumo individuale, come «attaccare 50 frigoriferi in casa». Definire questa posizione come «stucchevole» è stato il commento più benevolo di cittadini che si sentono tassati nei propri affetti e messi davanti a un vicolo cieco logistico: lettiere pesanti che superano il limite di 20 kg per il ritiro, costringendo le famiglie o a pagare sacchi extra (7,50 euro a rotolo) o a gestire rifiuti ingombranti in casa per settimane.

A questa freddezza si aggiunge lo scetticismo sui numeri. Molti presenti hanno contestato una dotazione di sacchi ritenuta insufficiente: fornire 45 sacchi all’anno per un nucleo di due persone significa lasciare scoperte ben 8 settimane. Davanti a queste critiche, è emersa con forza la richiesta di un atto di equità: garantire una fornitura extra parametrata alle settimane effettive dell’anno (52 o 53), assicurando almeno un conferimento settimanale senza costi aggiuntivi.

La frattura più profonda riguarda però la coerenza. Mentre ai cittadini si chiede di contare ogni grammo, oltre 124.000 kg di rifiuti indifferenziati derivano ogni anno dallo svuotamento dei cestini stradali (misti) e dallo spazzamento delle strade. L’amministrazione ha già aumentato la TARI del 6% anche per coprire i 65.000 euro di un appalto che gestisce questi rifiuti pubblici dove tutto finisce “nello stesso mucchio”. Da qui la proposta della serata: prima di controllare i sacchetti delle famiglie, il Comune installi contenitori per la raccolta differenziata stradale nei luoghi pubblici, dando finalmente l’esempio.

Il dato politico che emerge dalla serata è netto: l’incontro non ha rafforzato il consenso, ma ha reso visibile una distanza crescente tra amministrazione e comunità, tra decisioni calate dall’alto e bisogni reali delle famiglie. Il Centrodestra Cornate ribadisce il proprio impegno per la tutela dell’ambiente, ma ritiene che ogni politica ecologica debba essere equa, proporzionata e condivisa, chiedendo la revisione delle dotazioni, il riconoscimento dei rifiuti inevitabili legati agli animali domestici, maggiore trasparenza sui costi e soprattutto un cambio di metodo fondato sull’ascolto e sull’esempio concreto. Perché l’ambiente si difende insieme, non con misure percepite come punitive, e un Comune che chiede sacrifici deve essere il primo a dimostrare coerenza nelle proprie scelte.

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