Mentre l’amministrazione Panzeri continua a riempirsi la bocca con parole altisonanti come “trasparenza”, “nuovo metodo” e una presunta missione superiore nel “dire la verità” ai cittadini, la quotidianità delle nostre scuole racconta una storia di segno opposto, fatta di incuria, scaricabarile istituzionale e di un preoccupante disinteresse per la sicurezza dei nostri ragazzi.
È paradossale sentire l’assessore all’istruzione vantarsi in Consiglio Comunale di una “scelta di coraggio” nel prendersi carico delle criticità, quando l’unica risposta concreta fornita finora è un grottesco cortocircuito: da una parte l’ufficio tecnico comunale che dichiara la palestra di Colnago agibile basandosi su un certificato del lontano 1985, dall’altra il responsabile della sicurezza della scuola (RSPP) che, con molto più buonsenso, ne vieta l’uso agli alunni fin dall’inizio dell’anno scolastico per tutelarne l’incolumità.
In questo vuoto di responsabilità, dove uno dei due attori sta necessariamente sbagliando sulla pelle dei bambini, la Giunta preferisce autocelebrarsi per aver organizzato tre “momenti di confronto”, confondendo la semplice comunicazione con la reale soluzione dei problemi e lasciando che la scuola si prenda l’intera responsabilità politica di un disagio che l’amministrazione non ha il coraggio di ufficializzare con atti amministrativi chiari.
La verità che questa maggioranza omette è che la sicurezza non può essere un concetto relativo che cambia a seconda dell’orario, permettendo l’uso della palestra alle associazioni la sera ma vietandolo agli studenti la mattina: un’ingiustizia evidente che priva i nostri figli di uno spazio vitale. Solo ora, con l’arrivo delle belle giornate, è partito il cosiddetto “nuoto in cartella”, ma per mesi, durante l’autunno e l’inverno, con temperature rigide, i bambini sono stati costretti a svolgere attività motoria in aula o nei corridoi, in condizioni ben lontane da quelle che una scuola dovrebbe garantire..
Ma ciò che preoccupa maggiormente è il clima di sufficienza con cui vengono accolte le preoccupazioni dei cittadini. Quando si segnalano criticità o rinvenimenti sospetti e potenzialmente pericolosi proprio nei perimetri scolastici, la risposta politica è troppo spesso un’alzata di spalle o l’invito a sbrigarsela con la Polizia Municipale, trattando la sicurezza esterna dei plessi come un fastidio burocratico invece che come una priorità assoluta.
Non basta vantare “metodi diversi” se poi i risultati sono gli stessi del passato, con l’aggravante di investimenti per l’edilizia scolastica che, dati alla mano, risultano inferiori a quelli delle precedenti amministrazioni di centrodestra, nonostante la narrazione creativa della Giunta.
Ad oggi, nonostante i proclami sulla “continuità dell’informazione”, non è stata ancora diffusa una comunicazione ufficiale e univoca alle famiglie, né l’amministrazione ha preteso che la scuola emettesse una circolare chiara per spiegare questo caos, preferendo nascondersi dietro decisioni altrui per non ammettere il fallimento di interventi tampone costati decine di mila euro di soldi pubblici e rivelatisi totalmente inutili.
La vera trasparenza non è convocare commissioni per ribadire l’ovvio, ma avere l’onestà di ammettere che, dopo due anni di mandato, le scuole sono ancora in emergenza e che il “nuovo modo di lavorare” dell’assessore Calabrò serve solo a garantire sorrisi in aula mentre i bambini restano chiusi fuori dalle palestre.




