Durante l’ultimo Consiglio comunale, la maggioranza ha dato il via libera all’acquisto di un terreno di circa 4.000 metri quadrati davanti al centro sportivo di Colnago, giustificando la scelta con l’intenzione di destinarlo alla creazione di “orti sociali”. Sulla carta, sembra un progetto positivo, ma in realtà solleva più domande che risposte.
Quel terreno, infatti, era già utilizzato da anni come parcheggio di cortesia durante eventi e manifestazioni sportive. Un’area che serviva la comunità, senza costare nulla al Comune, e che ora viene sottratta per un progetto la cui utilità è discutibile, considerando che ci sono già decine di terreni comunali disponibili per lo stesso scopo.
Il gruppo Centrodestra Unito ha fatto notare che il Comune di Cornate d’Adda possiede ben 74 terreni agricoli, per un totale di oltre 160.000 metri quadrati. Alcuni di questi si trovano a pochi metri dal terreno appena acquistato. Eppure, invece di valorizzare il proprio patrimonio, la Giunta ha deciso di spendere 40.000 euro di fondi pubblici (più le spese notarili) per acquistare un’area privata, senza dimostrare la reale necessità di questa operazione.
Il problema, quindi, non è tanto la bontà dell’idea degli orti sociali — che anche noi condividiamo — quanto il modo in cui è stata gestita questa decisione. Quando si tratta di denaro pubblico, ogni euro deve essere giustificato. E in questo caso, la giustificazione manca. La delibera non spiega perché sia stato scelto proprio quel terreno, né chiarisce quali benefici concreti porterà alla comunità.
In aggiunta, c’è un’altra contraddizione: l’assessore ha ammesso che non ci sono ancora tempistiche certe per la realizzazione degli orti sociali. In pratica, il Comune ha speso subito, ma non sa quando né come utilizzerà realmente l’area. Un terreno pagato oggi per un progetto che — forse — si concretizzerà tra anni.
Intanto, il centro sportivo ha perso un’area preziosa per il parcheggio, causando disagi immediati a chi frequenta gli impianti, partecipa a tornei e eventi. E mentre si spendono 40.000 euro per un lotto privato, ci sono decine di terreni comunali che rimangono inutilizzati e adatti per lo stesso scopo.
Il sospetto è chiaro: più che una scelta di efficienza, sembra una mossa per migliorare l’immagine, utile solo a dire “abbiamo creato gli orti sociali”, senza preoccuparsi di come e a che costo. È un modo di amministrare che conosciamo bene: tante parole, poca logica e nessuna attenzione per le vere priorità dei cittadini.
La lista Centrodestra Unito ribadisce la propria posizione: non siamo contro gli orti sociali, ma chiediamo trasparenza, buon senso e rispetto per i soldi dei cittadini. Spendere quando non è necessario e acquistare quando si potrebbe utilizzare ciò che già si possiede non è amministrare: è sprecare.




