ASCOLTO, TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE? SOLO UNA VANA PROMESSA

Ascolto, trasparenza e partecipazione dovevano essere dei cavalli di battaglia dell’amministrazione di centro-sinistra che attualmente governa la nostra città (senza aver ottenuto la maggioranza totale dei voti, rammentiamolo). Peccato che predicano bene ma razzolano male. Infatti, le decisioni prese dalla giunta in questi mesi sembrano proprio andare nel senso opposto. Vediamo di cosa stiamo parlando.
Nel Consiglio Comunale del 20 febbraio la Giunta ha proposto due delibere che avevano, come hanno avuto, lo scopo di modificare due regolamenti relativi ai contributi per le persone in difficoltà economica, gli anziani e i disabili ricoverati in strutture sanitarie. Con le modifiche proposte si è eliminato dai regolamenti il limite massimo che il Consiglio Comunale poneva per la concessione dei contributi, attribuendo tale potere in via esclusiva, arbitrariamente e senza limiti alla giunta (che rappresenta solo chi governa).
Se è vero che la Giunta ha un ruolo esecutivo, la scelta di sottrarre al Consiglio la possibilità di discutere e deliberare su un tema così rilevante non può essere ignorata. Il Consiglio Comunale rappresenta tutti i cittadini (e delibera a porte aperte) e dovrebbe essere il luogo del confronto e della trasparenza. Invece, con questa decisione, la maggioranza ha scelto di accentrare ulteriormente il potere nelle mani di pochi, eliminando il dibattito e la possibilità di controllo da parte dell’opposizione. La Giunta, rammentiamo, delibera a porte chiuse. Un metodo consolidato per zittire il confronto democratico.
Non si tratta di un caso isolato. Questo modo di amministrare è ormai una costante dell’attuale Giunta, che continua a utilizzare lo stesso schema per evitare il confronto e imporre decisioni unilaterali.
Lo abbiamo visto con il Piano per il Diritto allo Studio, approvato senza un reale coinvolgimento delle parti interessate (non solo non è stata preventivamente convocata la commissione per il Diritto allo Studio ma nemmeno sentito il parere del Consiglio d’Istituto); con la Commissione Commercio, oggi in una fase di stallo dopo che l’opposizione ha smascherato il tentativo della maggioranza di forzare le nomine con lo stesso metodo autoritario proponendo come presidente un non commerciante; con l’editoriale “La Voce”, dove articoli proposti sono stati bocciati senza un reale confronto, nonostante le modifiche suggerite.
Questa gestione del potere riduce progressivamente il ruolo del Consiglio Comunale, trasformandolo in un organo sempre più marginale e svuotato delle sue funzioni democratiche. Non possiamo non denunciare con forza questa deriva e continueremo a batterci affinché la trasparenza e la partecipazione restino principi cardine della politica locale.

Leggi “La Voce di Cornate d’Adda – Marzo 2025”